L’edentulismo parziale, vale a dire la mancanza di uno o più denti, può essere risolto attraverso l’utilizzo di soluzioni protesiche mobili o fisse, o talvolta con una combinazione delle due.

Rispetto alla protesi mobile, il ponte su monconi naturali e il ponte su abutment o su impianti garantiscono comfort e risultati estetici di qualità, ripristinando una masticazione e un’estetica molto naturali, grazie all’assenza di attacchi e ganci. La protesi, inoltre, risulta duratura e affidabile.

Il ponte su impianti e su abutment tipicamente richiede un apporto superiore di materiale: utilizzate in mancanza del dente naturale, spesso con recessione della mucosa, queste soluzioni implicano una dimensione verticale maggiore del lavoro, incidendo non solo sulla quantità di materiale, ma anche sui tempi di stampa.

A differenza del ponte su su pilastri naturali, la protesi su impianti non richiede di intervenire sui denti naturali circostanti gli elementi mancanti.

Dal punto di vista più squisitamente produttivo, la realizzazione di questo tipo di protesi, presentando fori passanti, richiede particolare cura e una maggiore lavorazione in rifinitura, sopratutto in caso di fori particolarmente angolati o in mancanza di parallelismo.

Processo di produzione

Preparazione ▶ Sinterizzazione ▶ Stabilizzazione ▶ Rifinitura

Preparazione

Nel caso di un ponte “classico”, che non richiede fori e abutment, il processo è standardizzato e non presenta in genere particolari criticità.
Su un impianto che prevede abutment e passaggio vite invece, vi sono elementi specifici da valutare per ogni singolo caso, pensiamo ad esempio alla posizione dei pin di sostegno che, potendo essere posti anche nelle zone interne, richiedono particolare attenzione così da ottenere una struttura precisa. Questo implica necessariamente una tempistica maggiore.

In questo caso, inoltre, sono frequenti errori di mesh che devono essere risolti prima della messa in macchina.
Spesso, una volta caricato il file sulla tavola di lavoro virtuale, si riscontrano errori nella mesh che impediscono al software di riprodurre i particolari in modo corretto (per esempio alcuni fori possono risultare chiusi): i nostri odontotecnici specializzati si occupano direttamente di risolvere questi difetti prima della messa in macchina.

Sinterizzazione

Una volta terminata la fase di preparazione, si procede alla realizzazione della protesi tramite sinterizzazione, sia per il ponte su pilastri naturali che per il ponte su impianti e abutment.

Stabilizzazione

Prima di rimuovere le strutture dalla piastra, queste vengono stabilizzate con un trattamento termico in apposito forno, andando anche a creare una prima ossidazione dei pezzi; questa ossidazione verrà trattata prima della consegna al laboratorio così da garantire che la lega sia stabilizzata e non soggetta a distorsioni.

Rifinitura

Con la rifinitura vengono rimossi tutti i pin, mentre le loro inserzioni sulla struttura vengono trattate a livello superficiale, questo per evitare variazioni o danni strutturali; soprattutto su strutture sottili può rimanere comunque traccia dell’inserzione del pin, da non confondere con un indizio di porosità del materiale. Si consiglia in ogni caso di progettare strutture con uno spessore di almeno 5 decimi.

Additivo e lavorazione da pieno

Rispetto alla lavorazione da pieno, o per sottrazione, l’utilizzo della tecnologia laser melting per ponti e ponti su impianti e abutment risulta vantaggiosa in termini di costi e tempi di produzione, offrendo pari qualità.

Tuttavia, è importante notare che il laser melting richiede connessioni rotazionali che consentano di passivare gli impianti andando a creare una struttura priva di tensioni sul t-base.
Infatti, il laser melting, lavorando per addizione, crea dei layer che possono generare frizione e non è quindi adatto alla realizzazione di connessioni antirotazionali. Strutture che prevedano tale caratteristica devono essere realizzate dal pieno.